Marco Gastini (1938 – 2018)
Marco Gastini è stato uno dei protagonisti più autorevoli e internazionali della ricerca artistica del secondo Novecento. Annoverato tra i maestri della Pittura Analitica, ha dedicato la sua intera parabola creativa a scardinare i limiti tradizionali della tela, indagando con rigore e lirismo il rapporto dinamico tra il segno pittorico, lo spazio circostante e la materia.
Nato a Torino il 30 gennaio 1938, Gastini sviluppa una precoce sensibilità plastica frequentando il laboratorio del padre marmista, dove sperimenta la fisicità e la tridimensionalità dei materiali pesanti. Questo imprinting tattile guiderà l'evoluzione del suo percorso anche durante gli studi accademici, culminati nel 1960 con il diploma in Pittura presso l'Accademia Albertina di Torino e il contestuale conseguimento del Premio Giovani Artisti. Superate rapidamente le suggestioni del clima tardo-informale dell'epoca, l'artista avvia una rigorosa riduzione del linguaggio pittorico, esordendo nel 1964 con la sua prima mostra personale alla Galleria Il Falò di Alba.
Verso la fine degli anni Sessanta, parallelamente all'inizio di una lunga attività didattica come docente al Liceo Artistico di Torino, Gastini si concentra sui concetti primari di azzeramento cromatico e scomposizione della superficie. Attraverso l'uso della pittura spray e degli acrilici, approda a una rarefazione minimale che lo inserisce di diritto nel movimento della Pittura Analitica. La vera svolta radicale avviene però all'inizio degli anni Settanta, quando la pittura si fa materia tridimensionale ed esce fisicamente dal quadro. Gastini inizia a inserire nelle sue opere elementi eterogenei: lastre di plexiglas, fusioni in piombo e antimonio, frammenti di legno, ferro, pergamena e pigmenti rari come il bianco perla. Questa straordinaria stagione di sperimentazione lo consacra sulla scena internazionale, portandolo a esporre nei centri nevralgici dell'arte mondiale e a partecipare alla Biennale di Venezia nelle storiche edizioni del 1976 e del 1982.
A partire dagli anni Novanta, il suo linguaggio monumentale si apre definitivamente al dialogo site-specific con l'architettura e l'ambiente. I tondini di ferro e i nastri metallici diventano veri e propri "disegni nel vuoto" capaci di abitare le facciate dei palazzi, le piazze e i loggiati pubblici. Un esempio iconico di questa fusione tra luce, segno e spazio urbano è l'opera permanente "L'energia che unisce si spande nel blu", realizzata nel 2009 per la celebre rassegna torinese Luci d'Artista.
Marco Gastini si spegne nella sua Torino il 28 settembre 2018 all'età di 80 anni. La sua eredità artistica, custodita e valorizzata dall'Archivio ufficiale a lui dedicato, rimane un pilastro fondamentale dell'arte contemporanea, celebrata in mostre antologiche e presente nelle collezioni dei più importanti musei del mondo.